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giovedì, 03 settembre 2009

io vorrei capire su questo blog, quando scrivo un post, quanto tempo ci mette prima che compaia.
Io li scrivo, poi li invio, mi dice che il mio post è pubblicato.. ed invece non lo vedo. A volte li riscrivo.. e mezza giornata dopo compaiono.. mah.. misteri..

postato da: bibliotopa alle ore 15:08 | link | commenti
categorie: scrivere
martedì, 23 settembre 2008

a proposito dei soliti spropositi giornalistici..
leggevo oggi su un quotidiano della commemorazione dei soldati del papa ai tempi di Porta Pia, e li vedo chiamati papisti
il temine usato per le truppe papali è papalini, papista è un aggettivo spregiativo coniato  dai protestanti e usato soprattutto in Gran Bretagna per definire i cattolici.

postato da: bibliotopa alle ore 08:30 | link | commenti
categorie: scrivere, spiccioli di attualitĂ 
mercoledì, 06 agosto 2008

Oggi su un articolo sul Piccolo , di Silvio Maranzana sulla piattaforma logistica , che non ho ancora capito cosa sia, ma sono certa che non è una piattaforma fisica e mi sa che sia virtuale, dice "nero su bianco" ma finora è solo approvato il mandato ad una ditta di stendere il progetto, bene, non dice stendere il progetto, ma redarre il progetto. Povero redigere.. sob...

postato da: bibliotopa alle ore 12:58 | link | commenti
categorie: scrivere, spiccioli di attualitĂ , il piccolo
giovedì, 31 luglio 2008

Verbi alla moda:

nel 68, era di moda INCIDERE.
Si doveva fare qualcosa che incidesse... io mi immaginavo sempre con un temperino in mano...
poco dopo il problema era  A MONTE

ma adesso dopo un'orgia di  IMPLEMENTARE negli ultimi tempi si usa SPALMARE . e' la stagione, per la crema solare, ma invece si tratta di interventi ( mirati) che verranno spalmati .. sul territorio? nel corso degli anni? perchè si assottiglieranno sempre di più?? mah....

postato da: bibliotopa alle ore 20:36 | link | commenti (1)
categorie: scrivere, spiccioli di attualitĂ 
giovedì, 24 luglio 2008

questa è della prima pagina del quotidiano locale:
le
"grida manzoniane"
se avessero studiato come facevano fare a noi i Promessi Sposi a scuola,  sarà stato un po' palloso e disincentivante ad ulteriori letture del Manzoni, ma almeno saprebbero che i decreti spagnoli erano al singolare " una grida" al plurale " le gride" con la e finale.
Povero Manzoni, lo fanno gridare...
le grida sono uno dei due plurali di grido. Veramente non saprei adesso se c'è una regola fra decidere se il plurale di grido ( maschile) sia gridi o grida e se ci sia una precisa regola che imponga di usare l'uno o l'altro.
Secondo il mio dizionario ( Repubblica) il plurale di grido è gridi se riferito ad animali e grida se riferito ad esser umani.

In effetti, mi risuonava all'orecchio dalla pioggerellina di marzo
" di nidi, di gridi
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo
bianche"

Mi ribello al massacro della lingua e dell'ortografia, soprattutto quando denuncia superficialità.

postato da: bibliotopa alle ore 08:57 | link | commenti (1)
categorie: poesia, scrivere, spiccioli di attualitĂ 
martedì, 22 luglio 2008

Una curiosità: nell'Ottocento si usavano tante maiuscole, anche per  sostantivi comuni, per dare enfasi al discorso, chessò , l'inclito Pubblico...
bene, adesso sembra sia stia cadendo nell'eccesso opposto, mi è venuto in mente guardando questo manifesto:

medioevo minuscolo, che è l'inizio della frase, Trieste minuscolo, che è un nome di città, e pure Trecento  e me hanno insegnato che andrebbe con la maiuscola indicando un secolo.
Hanno perso le maiuscole ?

postato da: bibliotopa alle ore 17:40 | link | commenti (1)
categorie: scrivere, spiccioli di attualitĂ 
mercoledì, 16 luglio 2008

Caste e ortografia

Parecchi anni fa lessi un articolo su un giornale, era intervistato un ambasciatore indiano a Roma, e alla domanda sulle caste, rispose più o meno così: io per sapere di che casta è una persona, non ho bisogno di chiederlo, lo riconosco dal parlare, per esempio un bramino si riconosce  dall'uso di termini sanscriti che inserisce nel discorso. In fondo , anche da voi italiani, una persona di  "casta superiore" si riconosce dal maggior uso del congiuntivo.

Ripenso spesso a questo discorso, quando vedo strapazzare la sintassi, ma ormai anche l'ortografia italiana: erroracci che una volta avrebbero fatto vergognare uno scolaretto di quinta elementare ora si leggono su internet, dove l'uso ad esempio della lettera h è quanto mai fantasioso , e ciò che più mi impressiona, è su post seri , di argomento politico, economico, storico...
per me la spiegazione è appunto che le persone che li commettono , non sono della "casta" di quelli che hanno fatto un corso di studi regolare e ritengono l'ortografia un optional, tanto.. c'è il correttore ortografico, di cui però sembra non facciano uso!
e pensare che a noi al liceo classico di una volta storcevano il naso davanti ad un "famigliare", perchè dicevano che la forma "familiare" è migliore perchè più simile all'originale latino, criticavano "sopratutto" perchè da super ad totum derivava soprattutto con la doppia t.
Per non dimenticare di come mi si rivoltano le budella sull'uso della lettera q: già correggendo una volta un tema di maturità mi ritrovai un  "per qui" al posto di  "per cui"  che mi avrebbe fatto classificare il tema a livelli bassissimi, ma anche in post seri vedo delle q al posto delle c  che mi sembra impossibile che qualcuno abbia potuto scrivere in quel modo...
mi sembra ieri quando la maestra ci spiegava che la cq si usa solo in acqua e acquistare e la doppia q solo in soqquadro..
e poi chiedono l'uso dei dialetti, pardon, lingue locali. Per cominciare , scrivere italiano corretto, poi inglese corretto, e poi uso a piacere del dialetto, di cui a volte una ortografia corretta ufficiale c'è e altre volte no...

postato da: bibliotopa alle ore 22:01 | link | commenti (4)
categorie: scrivere, ricordi, societĂ 
venerdì, 20 giugno 2008

Il tema d'italiano alla maturità e i commenti di una filosofa del linguaggio
Leggo il passo della poesia di Montale:

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua[4],

o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano[5].

e i commenti di Marina Sbisà sul Piccolo di oggi:

 per cominciare, mi impressiona la nota 5 che si sente in dovere di spiegare, a studenti della maturità, cosa sia un talismano.

Poi Marina fa notare  che c'è un "o lontano". Escluso che l'o sia un oppure, non può essere che un vocativo, al maschile. Non può essere rivolto ad una donna. E anche il  "dei raminghi" è vero che può riferirsi ad una donna, ma se avesse voluto avrebbe sottolineato come  "una dei raminghi" per esempio. Insomma, la grammatica  non ha dubbi che si tratti di un uomo. Cosa suggerisce la donna? gli stereotipi, il sorriso, la palma, attribuzioni che vengono assegnate alla femminilità..

 e anche sempre fra il non detto, ma comunicazione implicita: il Minsitero non può sbagliare, quindi meglio non andarci avanti con le critiche.. forse  è meglio svolgere  un altro tema.

Un commento mio: quando i temi di maturità venivano    dettati   le tracce non erano mai lunghe pagine e pagine come ora.


postato da: bibliotopa alle ore 08:51 | link | commenti (1)
categorie: poesia, scrivere, societĂ , logica
venerdì, 31 marzo 2006

Dettato e riassunto

Due tipi di esercizio che si facevano ai miei tempi alle elementari, successivamente abbandonati alle medie e liceo a favore dei temi, sempre più di critica letteraria.

Eppure penso che i precedenti esercizi vadano conservati e ripresi,.

dettato: ormai con le fotocopie nessuno detta più, mi era successo di voler dettare a scuola... impossibile, non sapevano scrivere sotto dettatura! e poi si potrebbero correggere gli errori di ortografia. Naturalmente, si può anche abolire l'ortografia e lasciarla un optional, ogniuno skrive kome gl'i pare, siamo in democrazzia, xbacko!! in realtà la corretta ortografia era un po' un segnale di casta " siamo della casta di coloro che sanno leggere e scrivere correttamente".

Per  il riassunto, questo invece mi sembra fondamentale in una società che vuole accorciare e semplificare. E ' anche imparare a discernere l'essenziale dal superfluo.


postato da: bibliotopa alle ore 00:00 | link | commenti (3)
categorie: scrivere, ricordi
lunedì, 06 marzo 2006

Scrivere- i temi di italiano

Quando andavo a scuola, uno dei miei problemi erano i temi di italiano: cosa scrivere? e come scrivere? l'ortografia e la sintassi andavano bene, ma.. non trovavo mai nulla da dire. Successivamente, mi son resa conto che uno dei miei errori era stato di fidarmi di quello che dicevano i miei insegnanti.
Per cui vorrei riportare i miei errori e di cosa non fidarsi:

1 Dite la verità! dicono gli insegnanti. Sì, nel senso che a volte la verità è più facile che metter su un castello di bugie coerente. Ma in realtà non è vero! a volte la verità è banale, stupida, non desiderata. Per cui: scrivete quello che vogliono i lettori ( nella fattispecie i prof). Se vi danno un tema del tipo Vi piace andare  a scuola? anche se lo svolgimento che vorreste, vero, sarebbe Ma nemmeno per sogno, è una gran rottura di scatole, scrivete piuttosto Sì, mi piace, tanto.. e semmai in fondo dite: mi piace nonostante.. e giù tutti i lati negativi !

Un altro modo per non dire la verità, è immaginare di essere uno scrittore o un'altra persona e immedesimarsi in lui. Ricordo un tema sui fantasmi: cosa scrivo, che io non ci credo e che per me sono una scemenza? No, mi sono ricordata di un amico che ci credeva ed ho scritto immaginando di essere lui

2 Ditelo con parole vostre! altrettanto una scemenza, soprattutto da piccoli le parole vostre sono limitate. ricordo il mio compagno di scuola che scriveva i più bei temi, ed era anche noto per ripetere il libro a memoria ( cosa che io consideravo il massimo della stupidità) Un giorno tanti anni dopo gli chiesi se aveva una particolare buona memoria e lui mi disse no, ma che un suo prof gli aveva detto ; balle, se scrivete con le vostre parole non andrete lontano, imparate a memoria cosa scrivono gli scrittori che così arricchirete il vostro linguaggio

3 Siate originali! anche qua, io li ho presi sul serio, certo, un tema diverso dagli altri lo si ricorda, ma io mi trovavo sempre una nota Tu vuoi fare l'originale a tutti i costi!

Insomma, scrivete quello che i vostri lettori si aspettano! almeno fino a che non li avrete convinti che siete uno scrittore eccelso.

Ultima cosa: per scrivere abbiate un'idea, dico una, da portare a termine. Un concetto, un'affermazione. Poi iniziate: inizio: premessa del tipo adesso vi dirò una cosa. Poi la dite, argomentandola. Poi la concludete, ripetendola.

Insomma:

Adesso vi dirò una cosa

Poi gliela dite

Poi gli dite quello che avete detto


postato da: bibliotopa alle ore 09:42 | link | commenti (2)
categorie: scrivere, logica
di tre quarti. questo è il profilo con la macchia nera Minou aprile 2007