Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua[4],
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano[5].
e i commenti di Marina Sbisà sul Piccolo di oggi:
per cominciare, mi impressiona la nota 5 che si sente in dovere di spiegare, a studenti della maturità, cosa sia un talismano.
Poi Marina fa notare che c'è un "o lontano". Escluso che l'o sia un oppure, non può essere che un vocativo, al maschile. Non può essere rivolto ad una donna. E anche il "dei raminghi" è vero che può riferirsi ad una donna, ma se avesse voluto avrebbe sottolineato come "una dei raminghi" per esempio. Insomma, la grammatica non ha dubbi che si tratti di un uomo. Cosa suggerisce la donna? gli stereotipi, il sorriso, la palma, attribuzioni che vengono assegnate alla femminilità..
e anche sempre fra il non detto, ma comunicazione implicita: il Minsitero non può sbagliare, quindi meglio non andarci avanti con le critiche.. forse è meglio svolgere un altro tema.
Un commento mio: quando i temi di maturità venivano dettati le tracce non erano mai lunghe pagine e pagine come ora.
perchè??
i perchè della scienza..
quante volte i bambini chiedono perchè? e diamo loro una risposta. Ma la parola perchè ha due significati, a quale scopo e per quale causa.
Nella scienza, mi chiedo se ha senso parlare di " a quale scopo", io la categoria scopo la vedrei più come filosofia della scienza, la scienza non dice che un fenomeno avviene per uno scopo, ma semmai per una causa ( non si dice più Natura horror vacui).
Ma anche le cause col tempo sono diventate un po' fuori moda, da quando i filosofi hanno iniziato a criticare il concetto di causa ( da post hoc a propter hoc) e anche in scienza adesso mi sembra che si preferisca il concetto di correlazione ( di solito, quando succede così, avviene anche quest'altro...)
per cui.. ai perchè la scienza non risponde, risponde principalmente ai come: come avviene questo?
Perdonare..
Mi sono sempre chiesta cosa voglia dire e cosa comporti il perdonare. E anche a chi si ha da perdonare. Perchè leggendo il classico Figliol Prodigo, certo, il padre perdona, mentre avrebbe potuto commentare con un ben ti sta, te l'eri cercata, così impari... etc.. ma alla fine il figlio domanda perdono. e allora il padre perdona. Veramente, mi pare gli vada incontro subito..
Ben la domanda che mi pongo è: come si fa a perdonare a chi non domanda perdono? e cosa significa perdonare in tal caso? si puo perdonare senza richiedere una riparazione se possibile del mal fatto?
( non è una questione personale, non è che io stia portando rancore , anzi a volte mi domando se forse non perdono.. perchè non c'è niente da perdonare..)
Scrivere- i temi di italiano
Quando andavo a scuola, uno dei miei problemi erano i temi di italiano: cosa scrivere? e come scrivere? l'ortografia e la sintassi andavano bene, ma.. non trovavo mai nulla da dire. Successivamente, mi son resa conto che uno dei miei errori era stato di fidarmi di quello che dicevano i miei insegnanti.
Per cui vorrei riportare i miei errori e di cosa non fidarsi:
1 Dite la verità! dicono gli insegnanti. Sì, nel senso che a volte la verità è più facile che metter su un castello di bugie coerente. Ma in realtà non è vero! a volte la verità è banale, stupida, non desiderata. Per cui: scrivete quello che vogliono i lettori ( nella fattispecie i prof). Se vi danno un tema del tipo Vi piace andare a scuola? anche se lo svolgimento che vorreste, vero, sarebbe Ma nemmeno per sogno, è una gran rottura di scatole, scrivete piuttosto Sì, mi piace, tanto.. e semmai in fondo dite: mi piace nonostante.. e giù tutti i lati negativi
!
Un altro modo per non dire la verità, è immaginare di essere uno scrittore o un'altra persona e immedesimarsi in lui. Ricordo un tema sui fantasmi: cosa scrivo, che io non ci credo e che per me sono una scemenza? No, mi sono ricordata di un amico che ci credeva ed ho scritto immaginando di essere lui
2 Ditelo con parole vostre! altrettanto una scemenza, soprattutto da piccoli le parole vostre sono limitate. ricordo il mio compagno di scuola che scriveva i più bei temi, ed era anche noto per ripetere il libro a memoria ( cosa che io consideravo il massimo della stupidità) Un giorno tanti anni dopo gli chiesi se aveva una particolare buona memoria e lui mi disse no, ma che un suo prof gli aveva detto ; balle, se scrivete con le vostre parole non andrete lontano, imparate a memoria cosa scrivono gli scrittori che così arricchirete il vostro linguaggio
3 Siate originali! anche qua, io li ho presi sul serio, certo, un tema diverso dagli altri lo si ricorda, ma io mi trovavo sempre una nota Tu vuoi fare l'originale a tutti i costi!
Insomma, scrivete quello che i vostri lettori si aspettano! almeno fino a che non li avrete convinti che siete uno scrittore eccelso.
Ultima cosa: per scrivere abbiate un'idea, dico una, da portare a termine. Un concetto, un'affermazione. Poi iniziate: inizio: premessa del tipo adesso vi dirò una cosa. Poi la dite, argomentandola. Poi la concludete, ripetendola.
Insomma:
Adesso vi dirò una cosa
Poi gliela dite
Poi gli dite quello che avete detto