Santi del giorno.. ieri santa Margherita da Cortona
non ne conoscevo la storia: terziaria francescana, bene, ce ne sono state tante, ma i precedenti: orfana di madre, si trovava male con il padre e la matrigna, e se ne andò di casa con un nobile che le fece un figlio ma si guardò bene dallo sposarla. Insomma, una patrona delle ragazze madri....
poi l'amante morì e lei venne avvertita dal cane che la portò al cadavere, per questo nei santini la si vede col cane. respinta dalla famiglia, da quella dell'amante, si rivolse al terzo ordine francescano e finì in vita devota. resta in silenzio cosa accadde al figlio. Chissà se nell'ottocento , in cui fecero i miei santini, si raccontava bene tutta la storia alle ragazzine di buona famiglia: altro che Maddalena!

Basta, sono stufa!!!
due settimane di postumi di influenza, tossetta, raffreddore, mai febbre, insomma non si sta male che occorre il medico e non si sta bene..
a proposito di san Biagio, ecco l'articolo del Piccolo di un paio di giorni fa:
Ragusa in festa, scoperta la tomba di San Biagio
il Piccolo — 25 gennaio 2009 pagina 07 sezione: ISTRIA
FIUME Grande e immediato interesse ha destato a Ragusa (Dubrovnik) la notizia pervenuta tramite l'Ambasciata croata di Ankara sulla scoperta di quella che sarebbe stata la tomba in cui, dopo il martirio, venne inizialmente tumulato il corpo di San Biagio, venerato patrono della città dalmata (ma anche di numerose località in Italia). La scoperta viene attribuita a due archeologi dell’università di Sivas, l’antica Sebaste (la romanica Sebastea), nell’Armenia turca. A individuare il luogo della prima sepoltura del corpo del Santo sarebbe stata un èquipe di ricercatori guidata dagli archeologi Erdal Eser e Turgay Yazar, che avrebbero informato le autorità locali. Da queste la notizia sarebbe risalita fino alla rappresentanza diplomatica croata ad Ankara, per arrivare in questi giorni all’ufficio del sindaco di Ragusa, Dubravka Suica. I due archeologi dell’Università di Sivas sono stati già invitati a soggiornare nella città dalmata e il loro arrivo è stato fissato per il 17 marzo. Il 3 febbraio, intanto, Ragusa si appresta a celebrare per la 1037esima volta la festa del suo Santo patrono. Leggenda vuole che fosse apparso in sogno a un alto dignitario locale nella notte fra il 2 e il 3 febbraio del 971 per metterlo in guardia dell’imminente arrivo della flotta veneziana, che intendeva attaccare e occupare la città. La flotta della Serenissima comparve alla fonda nel braccio di mare tra l’abitato di Ragusa e l’antistante isolotto di Lacroma (Lokrum), ma l’attacco fu sventato e dall’anno successivo S.Biagio venne celebrato come protettore della Repubblica ragusea. Da quanto si è appreso, la tomba in cui venne inizialmente sepolto San Biagio sarebbe stata individuata in una zona centrale di Sivas, nel sito di un’antica cattedrale e dove sono in corso da tempo prospezioni archeologiche. San Biagio, o S.Biagio di Sebaste, visse tra il III e IV secolo. Era vescovo e medico della sua città. Imprigionato per essersi rifiutato di rinnegare la sua fede cristiana, venne imprigionato dai Romani e da questi sottoposto a supplizio e infine decapitato nel 317 (meno di tre anni dopo la concessione della libertà di culto nell’Impero Romano). Il corpo venne inizialmente sepolto nella cattedrale di Sebaste. Nel 732 le spoglie vennero imbarcate per essere trasferite a Roma ma una burrasca interruppe il viaggio per mare. Frammenti delle sue reliquie vengono custoditi e venerati in varie località d’Italia. Secondo la tradizione, nella dalmata Ragusa se ne conserva il cranio in un ricco reliquiario a forma di corona bizantina, che viene portato solennemente in processione ogni anno durante la festa patronale. (f.r.)
fonte:
http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2009/01/25/NZ_07_SPAL.html
Un pittore ferrarese dal nome un po' curioso, almeno nel triveneto
http://fr.wikipedia.org/wiki/Domenico_Mona
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