Letture
Ho letto in un pomeriggio, preso a prestito un libro della tanto osannata Banana Yoshimoto, per sapere come scrive una che si fa chiamare Banana. Scrive con una sintassi ridotta all'osso, proprosizione principale, punto. Altra principale, punto. Poi ogni tanto una coordinata o una subordinata. bene, con lei non ci sarebbero problemi con la consecutio temporum.
Il libro? Kitchen, piacevole, anche se non ho capito perchè due capitoli di una stessa storia ed uno che non c'entra per niente. Originale ma strampalata l'idea della mamma, che invece è il papà che dopo la morte dela mamma ha deciso di cambiare sesso.
A parte, sto leggendo una vecchia Storia di Francia di Bainville, edita in Italia negli anni 50, ma scritta fra le due guerre: piacevole l'esposizione, ma un po' troppo nazionalistica, tutta presentata in forma di "noi" . Io la leggo, ma non mi identifico con "loro". Sarà stata l'epoca... libri che leggevano i miei genitori negli anni 50-60.
Sono fioriti i
lithops!
Alla stazione di Villa Opicina è arrivata la vaporiera del treno storico
autunno in terrazzo, bacche e foglie rosse



la Barcolana: tante tante barche dietro la Lanterna

i vincitori
un paio di immagini sul mare, ottobre triestino: il tempo non si decide, ma la bora spazza le nubi

il bello del mare triestino è che dietro si vedono i monti, sono le Alpi Carniche

non è ancora l'ora del tramonto, ma già incomincia a colorarsi il cielo dietro la vecchia lanterna

sul molo, un pescatore solitario: cosa ci troverà da pescare, così in pieno centro e in pieno porto?
dietro, i palazzi neoclassici, l'imbocco del canale e le tende che si preparano ad accogliere la kermesse della regata Barcolana
Finita ( e commentata) la Slovenia, restituita alla Biblioteca Civica, ho preso sempre alla Civica la Storia d'Italia di Pierre Milza, e non mi aspettavo un volume così ponderoso! oltre mille pagine! però è scorrevolissimo, sono arrivata alla caduta dell'impero romano.
Perchè proprio questo libro? perchè l'ho trovato citato in diverse bibliografie, perchè è scritto da un vero storico, non italiano, per cui mi attendo un maggior distacco che non i libri scritti da italiani,e per di più i divulgativi sono spesso di giornalisti, e a volte un po' "a tesi".
Mia fa piacere poi che nelle prima pagine Milza scriva che fra i pochi libri che affrontino una storia d'Italia completa ci sia quello del Landogna, che nessuno nomina più, che ho ereditato dai miei genitori, ( e degli anni cinquanta), che usavo a scuola per far bella figura nelle interrogazioni di storia, già alle medie, e che ho riletto recentemente con gran piacere.
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