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giovedì, 31 luglio 2008

Verbi alla moda:

nel 68, era di moda INCIDERE.
Si doveva fare qualcosa che incidesse... io mi immaginavo sempre con un temperino in mano...
poco dopo il problema era  A MONTE

ma adesso dopo un'orgia di  IMPLEMENTARE negli ultimi tempi si usa SPALMARE . e' la stagione, per la crema solare, ma invece si tratta di interventi ( mirati) che verranno spalmati .. sul territorio? nel corso degli anni? perchè si assottiglieranno sempre di più?? mah....

postato da: bibliotopa alle ore 20:36 | link | commenti (1)
categorie: scrivere, spiccioli di attualitĂ 
giovedì, 24 luglio 2008

i depositari della verità: mi fanno venir in mente questa quartina,  del 1948

"Mirko ti no aver paura
Legi sempre mio giornale
Tuti altri conta bale
Ti fa qvel che scrivi mi!"

postato da: bibliotopa alle ore 20:41 | link | commenti
categorie: ricordi

questa è della prima pagina del quotidiano locale:
le
"grida manzoniane"
se avessero studiato come facevano fare a noi i Promessi Sposi a scuola,  sarà stato un po' palloso e disincentivante ad ulteriori letture del Manzoni, ma almeno saprebbero che i decreti spagnoli erano al singolare " una grida" al plurale " le gride" con la e finale.
Povero Manzoni, lo fanno gridare...
le grida sono uno dei due plurali di grido. Veramente non saprei adesso se c'è una regola fra decidere se il plurale di grido ( maschile) sia gridi o grida e se ci sia una precisa regola che imponga di usare l'uno o l'altro.
Secondo il mio dizionario ( Repubblica) il plurale di grido è gridi se riferito ad animali e grida se riferito ad esser umani.

In effetti, mi risuonava all'orecchio dalla pioggerellina di marzo
" di nidi, di gridi
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo
bianche"

Mi ribello al massacro della lingua e dell'ortografia, soprattutto quando denuncia superficialità.

postato da: bibliotopa alle ore 08:57 | link | commenti (1)
categorie: poesia, scrivere, spiccioli di attualitĂ 
mercoledì, 23 luglio 2008

Fratelli d'Italia..

io preferisco, come testo, la seconda e terza strofa, che di solito passano inosservate:

Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.


Uniamoci, amiamoci;
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?


soprattutto la seconda, mi sembra ancora  attuale..

per altri inni, vedere il testo della Marsigliese, e pure il bellissimo inno della Slovenia, il Brindisi di Preseren, hanno scelto l'ultima ( mi pare) strofa perchè altre sembravano meno adatte..


postato da: bibliotopa alle ore 09:15 | link | commenti (1)
categorie: poesia, spiccioli di attualitĂ 
martedì, 22 luglio 2008

Una curiosità: nell'Ottocento si usavano tante maiuscole, anche per  sostantivi comuni, per dare enfasi al discorso, chessò , l'inclito Pubblico...
bene, adesso sembra sia stia cadendo nell'eccesso opposto, mi è venuto in mente guardando questo manifesto:

medioevo minuscolo, che è l'inizio della frase, Trieste minuscolo, che è un nome di città, e pure Trecento  e me hanno insegnato che andrebbe con la maiuscola indicando un secolo.
Hanno perso le maiuscole ?

postato da: bibliotopa alle ore 17:40 | link | commenti (1)
categorie: scrivere, spiccioli di attualitĂ 

Letture..
  ogni tanto sfoglio alcuni  libri di testo scolastici di storia per le scuole secondarie , doppioni di libri non adottati e scartati dalla sala insegnanti.
Leggevo da uno  di essi una descrizione del Romanticismo:
" Ciò che accomunava i Romantici era l'idea che il fallimento della Rivoluzione francese fosse dovuto ad un'eccessiva fiducia nella ragione diffusa dagli illuministi. Costoro si erano illusi che con la sola ragione gli uomini potessero risolvere tutti i loro problemi, in qualunque parte del mondo si trovassero.
Contro il pensiero illuministico, i romantici affermavano la superiorità del sentimento sulla ragione ; e l'importanza del dubbio rispetto alle certezze.
Ma specialmente , essi sottolineavano l'importanza della storia. La storia dimostrava che gli uomini non  erano tutti  uguali. Ogni popolo ha una sua fisionomia caratteristica, un suo modo di pensare e di vivere, una sua lingua e una sua cultura. Pretendere di ignorare queste differenze significa distruggere la sua spiritualità e la sua tradizione.
[..]tuttavia, sul modo di intendere la tradizione, i romantici si dividevano, manifestando divergenze politiche. Reazionari e progressisti [..]

Linguaggio chiaro e piano, adatto agli alunni.. ma leggendolo, soprattutto il primo capoverso, mi ha fatto pensare al'epoca attuale:  la sfiducia nella ragione illuministica mi ricorda il pensiero debole attuale, l'importanza della storia lo storicismo marxista, la superiorità del sentimento, tutto il fenomeno new age... e i reazionari e progressisti  li vedo dal punto di vista economico: libero mercato o welfare state?

postato da: bibliotopa alle ore 15:02 | link | commenti
categorie: libri, societĂ 
mercoledì, 16 luglio 2008

Caste e ortografia

Parecchi anni fa lessi un articolo su un giornale, era intervistato un ambasciatore indiano a Roma, e alla domanda sulle caste, rispose più o meno così: io per sapere di che casta è una persona, non ho bisogno di chiederlo, lo riconosco dal parlare, per esempio un bramino si riconosce  dall'uso di termini sanscriti che inserisce nel discorso. In fondo , anche da voi italiani, una persona di  "casta superiore" si riconosce dal maggior uso del congiuntivo.

Ripenso spesso a questo discorso, quando vedo strapazzare la sintassi, ma ormai anche l'ortografia italiana: erroracci che una volta avrebbero fatto vergognare uno scolaretto di quinta elementare ora si leggono su internet, dove l'uso ad esempio della lettera h è quanto mai fantasioso , e ciò che più mi impressiona, è su post seri , di argomento politico, economico, storico...
per me la spiegazione è appunto che le persone che li commettono , non sono della "casta" di quelli che hanno fatto un corso di studi regolare e ritengono l'ortografia un optional, tanto.. c'è il correttore ortografico, di cui però sembra non facciano uso!
e pensare che a noi al liceo classico di una volta storcevano il naso davanti ad un "famigliare", perchè dicevano che la forma "familiare" è migliore perchè più simile all'originale latino, criticavano "sopratutto" perchè da super ad totum derivava soprattutto con la doppia t.
Per non dimenticare di come mi si rivoltano le budella sull'uso della lettera q: già correggendo una volta un tema di maturità mi ritrovai un  "per qui" al posto di  "per cui"  che mi avrebbe fatto classificare il tema a livelli bassissimi, ma anche in post seri vedo delle q al posto delle c  che mi sembra impossibile che qualcuno abbia potuto scrivere in quel modo...
mi sembra ieri quando la maestra ci spiegava che la cq si usa solo in acqua e acquistare e la doppia q solo in soqquadro..
e poi chiedono l'uso dei dialetti, pardon, lingue locali. Per cominciare , scrivere italiano corretto, poi inglese corretto, e poi uso a piacere del dialetto, di cui a volte una ortografia corretta ufficiale c'è e altre volte no...

postato da: bibliotopa alle ore 22:01 | link | commenti (4)
categorie: scrivere, ricordi, societĂ 
lunedì, 14 luglio 2008

Letture
Finiti i due libri di Heinichen, ho iniziato la Storia di Ragusa/Dubrovnik
Ma ho già mandato un accidente al traduttore dall'inglese, ma sta diventando una mania spiegare che una volta navigavano senza il compasso??
ma nessuno gli ha mai insegnato che  il compasso serve per tracciare circoli, che lo conoscevano i Greci e che il compass inglese è la bussola?????

postato da: bibliotopa alle ore 21:24 | link | commenti (6)
categorie: libri

Letture
Fatti fuori in due giorni due libri di Veit Heinichen, i gialli dello scrittore tedesco ambientati a Trieste: Danza macabra e i  morti del Carso.
Mi è piaciuto soprattutto il primo, che è poi il più recente, tanto che sono andata al  Malabar, citato nei romanzi, a farmelo firmare dall'autore.
L'altro ha delle belle descrizioni, ma come giallo alla fine per i miei gusti spiega poco e lascia diversi punti in sospeso.. avrei voluto un capitolo aggiuntivo.
immagini del Malabar

i vini

postato da: bibliotopa alle ore 06:34 | link | commenti (1)
categorie: libri
giovedì, 10 luglio 2008

Le pesche saturnie fotografate a casa




postato da: bibliotopa alle ore 08:21 | link | commenti (8)
categorie: economia domestica
di tre quarti. questo è il profilo con la macchia nera Minou aprile 2007