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venerdì, 21 luglio 2006

I giardini di Penelope


sono quelli di alcuni miei vicini. Sono terrazzi pensili, per l'esattezza, ed ognuno li coltiva come vuole: oggi ne guardavo uno: è poco soleggiato, fra la casa ed un muraglione, adesso in estate c'è sole, in inverno credo che il sole non lo vedano quasi mai, potrebbero riempirlo di ortensie, di fiori che amano l'ombra, e invece loro continuano a piantare e sostituire: mettono piante, poi le lasciano trascurate, e poi le buttano via e ne mettono di nuove: anche i vivaisti devono pur vivere!



dapprima misero degli ulivi ( sì, all'ombra perenne!), visto che non andavano bene, li tolsero e misero dei bambù: ma invece di prenderli piccoli, li presero belli e cresciuti, così erano folti e pieni di foglie in alto e tutti spelacchiati in basso, dove volevano una siepe che coprisse la parte che dà verso la strada. Oggi vedo che i bambù se ne sono andati e sono arrivati i soliti rincospermi ( ogni giardino qua ne ha almeno 4- 5, per cui al momento della fioritura il profumo è fortissimo, ma la fantasia scarseggia!) Vediamo cosa ne faranno. E poi comprano piante belle cresciute, che costano di più e fanno ( secondo me) molto più fatica ad adattarsi. Immagino che saranno molto fieri del loro giardino, visto che ci spendono un sacco!



altri insistono a comprare piantine e a metterle in piccole fioriere senza drenaggio: e magari se meraviglieranno perchè i fiori non gli durano.E quando una pianta è sofferente, invece di curarla , la buttano via: e non sannoc he certe piante incominciano a fiorire bene appena il secondo anno; e poi le comprano in fiore, forzate, e non in riposo



Poi si fanno venire un paio di volte all'anno il Giardiniere, così possono parlare del Mio Giardiniere, il quale fa più o meno quello che faccio io ogni mese, potature, pulizia, solo che hanno attrezzi superiori ai miei, il soffiatore, il decespugliatore, ma per le potature le so fare altrettanto bene: io le mie piante non le dò in mano ad altri!


postato da: bibliotopa alle ore 13:04 | link | commenti
categorie: giardinaggio
mercoledì, 19 luglio 2006

I luoghi del Medio Oriente dove adesso è guerra, come li vidi io

Beirut, era intorno agli anni 70, ci fermammo dal mare una giornata: non c'era ancora la guerra e la città era floridissima: comprai un anello da un gioielleiere, quella volta dicevano che i gioielli a Beirut erano convenienti, papà trovò per pochi soldi un filo di perle per la mamma. Alla mattina andammo a visitare Baalbek, nella Valle della Bekaa.. sì, ci mostravano dei buchi ai margini della strada dicendo che erano di bombe di una precedente guerra, ma era così idilliaco! era marzo, faceva già abbastanza caldo, i prati erano verdi e sul verde spiccavano vividi anemoni rossi scarlatti, ai due lati invece il Libano e l'Antilibano erano coperti di neve; c'erano dei beduini accampati, ricordo che con la mia prima cinepresa ripresi una bellissima bambina beduina: mi sono chiesta tante volte cosa sarà successo di lei... i templi di Baalbeck sono colossali. Alla sera, io speravo di andare a vedere il famoso Casinò du Liban vicino a Beirut, dove dicevano che andavno gli sceicchi, ma la nave partiva a mezzanotte e mi dicevano che appena a quell'ora il casinò si animava.. partimmo e beirut dal mare era uno spettacolo stupendo: la città è in collina come Trieste, solo tanto più grande, era uno scintillio di luci, e sulla nave evnivano profumi che io credevo fossero gelsomini e invece mi dicono che probabilmente erano zagare



Baalbeck



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Gerusalemme era ancora divisa in due parti, prima della guerra dei Sei giorni, e noi che venivamo dal mare , quindi dal lato Israele, non potevamo passare dall'altra parte perchè se c'era sul passaporto il visto israeliano non era permesso l'ingreso in Giordania: così rimanemmo in Galilea, a vedere il Lago di Tiberiade, Nazareth, e proprio a Nazareth vedemmo tanti arabi, che a me allora sembravano perfettamente inseriti, comprai anche stoffe con lamè per farmi un vestito coem era di moda. Poi mi mostrarono le alture dietro il lago, dicendomi che quelle erano le alture del Golan, su cui ogni tanto si sparava... era estate e la nostra guida ci prendeva in giro, perchè la parola che usavamo di più era " scotta!"



un paio di anni dopo, dopo la guerra dei Sei giorni, potemmo andare a Gerusalemme per una visita rapida, a dir la verità, più che i luoghi santi, mi colpì la moschea di Omar! e poi, io che ero schizzinosa, mi trovai un po' in difficoltà col menu kosher. Nei tassì collettivi che prendemmo, trovammo alcuni vecchi con la barba bianca che sembravano proprio i patriarchi della Bibbia, quelli dei film tipo i Dieci Comandamenti! e mi sembravano pittoreschi i vechci arabi che fumavano il narghilè nei caffè della città vecchia di Gerusalemme. Sì, si vedeva qualche soldato in giro, ma insomma era tutto sommato un posto abbastanza tranquillo..



in Siria ci sono stata molto dopo, negli anni 90, era tranquillissima, ma già c'era un cambiamento: a Damasco c'erano tante donne tutte coperte dal chador, e ad Aleppo ci diedero la mantella per visitare la moschea ed io nel cortile, pensando che all'esterno non fosse così santo come all'interno, abbassai il cappuccio.. ed un locale me lo rialzò subito: Svirgugnata!

( una foto degli anni 50 mostra invece mia madre e amiche nella Moschea di damasco a capo scoperto..)



il paese era bellissimo, la cucina ottima, i beduini gentilissimi ed ospitali.. erano sparite le danze del ventre, mei locali erano quelli del posto che danzavano danze tradizionali, insomma, tutto tranquillo ma il comportamento era diventato più islamico. ( vedemmo comunque a Hama le tracce delle repressioni di qualche anno prima)



coi beduini siriani 

 



Palmira era un sogno

perchè devono odiarsi e ammazzarsi così tanto????????

postato da: bibliotopa alle ore 18:04 | link | commenti
categorie: ricordi

altri libri letti: uno sui cosiddetti Moghul bianchi, oltre 500 pagine in inglese, che racontano la storia di un ufficiale inglese in India che sposò una nobile moghul e viveva più o meno in stile indiano, era Residente ( inviato del Governo) a Hyderabad, dove c'erano i famosi diamanti di Golconda



La biografia di Madame Royale ( giusto quella di cui parlavo un paio di post fa, me l'ha trovata mia cugina in francese. Non sapevo che suo marito, oltre ad essere uan nullità, era pure impotente! diamine, ne ha passati di stress, quella!! quando la liberarono dalla prigione del tempio, non sapeva nemmeno che sua mamma e sua zia erano state ghigliottinate..







postato da: bibliotopa alle ore 14:25 | link | commenti
categorie: libri
martedì, 18 luglio 2006

ah già, e poi sto leggendo un manuale di Access, per organizare la mia biblioteca meglio, e magari quella scolastica! ma non è facile..

postato da: bibliotopa alle ore 16:35 | link | commenti
categorie: libri

L'editor non funziona bene, per cui posto senza editor: mi ha colpito una frase in un libro: Se su una sedia c'è un gatto invisibile, noi non lo vediamo. Ma non per questo, se non vediamo nulla sulla sedia, ne dobbiamo dedurre che ci sia sopra un gatto invisibile :-)

postato da: bibliotopa alle ore 16:07 | link | commenti (1)
categorie: logica
domenica, 09 luglio 2006

Bocca

I canoni di bellezza della bocca sono cambiati. Una volta si parlava di boccuccia di rosa, Petrarca decriveva la bella bocca piccola di Laura, le dame dei ritratti sorridono, ma non mostrano mai i denti. la Gioconda, le madonne di Raffaello. C'è una sola eccezione, la Madonna di Giotto agli Uffizi, mostra timidamente due dentini... Sissi, la bellissima imperatrice, sorride sempre a bocca chiusa.. e ne aveva i suoi buoni motivi, pare avesse denti bruttissimi, come pure Giuseppina moglie di Napoleone.

Poi con l'era dei dentisti le bocche si sono dischiuse al sorriso, il famoso cheese degli Americani ( poi trasformati in Sex che abbassa un po' gli angoli e si immagina che faccia brillre di desiderio gli occhi)

E da una quindicaina di anni poi sono diventate di moda le bocche grandi, turgide, alla Joan Crawford, le donne se le disegnano con la matita allargando i contorni, e il sorriso ( nelle foto pubblicitarie, con donen vestite di rosso per vendere gli oggetti più disparati) ti aggrediscono con un sorriso a 24 denti tipo dentiera, a bocca aperta...

Per gli animali, tipo i cani, il mostrare i denti è segno di aggressività ( guarda che ti azzanno), per le donne è il massimo del sex appeal ( usato per la vendita)

Quello che mi piace meno di tutto fra le bocche pubblicitarie  è la boccuccia chiusa e sporgente, magari grossa, che sembra promettere un bacio ( a labbra chiuse) ma che a me fa tanto pensare allo sfintere..


postato da: bibliotopa alle ore 14:22 | link | commenti (1)
categorie: società

Geografia

Ogni tanto leggendo libri di storia, mi ritrobvo con nomi di luoghi europei diversi ma omonimi e se non ci rifletto mi sembra tutto strano.

Ma perchè in Europa luoghi del tutto diversi hanno il medesimo nome?

ricordo di aver letto nella prima guera mondiale le prime battaglie in Galizia, ed io mi ricordavo come Galizia la regione spagnola  vicina al portogallo, dove c'è Santiago di Compostella.. e invece è pure Galizia una regione che quaella volta era al confine fra Austria Ungheria e Russia ( ora sarà Ucraina o Polonia?)

e poi ogni volta che leggo la Moldavia ( ora in Romania) io penso alla Moldava di Praga, e invece no ,anche lì ci sono due Moldave: una che sbocca nell'Elba e finisce nel mar del Nord ( quella di Praga) e un'altra che sbocca nel Danubio e poi nel Mar Nero che dà il nome alla Moldavia. perchè due fiumi diversi hanno lo stesso nome? per confondere le idee alla gente? e la Moldava dell'omonimo poema sinfonico qual è?


postato da: bibliotopa alle ore 07:03 | link | commenti
categorie:
sabato, 08 luglio 2006

perchè??

i perchè della scienza..

quante volte i bambini chiedono perchè?  e diamo loro una risposta. Ma la parola perchè ha due significati, a quale scopo e per quale causa.

Nella scienza, mi chiedo se ha senso parlare di " a quale scopo", io la categoria scopo la vedrei più come filosofia della scienza, la scienza non dice che un fenomeno avviene per uno scopo, ma semmai per una causa ( non si dice più Natura horror vacui).

Ma anche le cause col tempo sono diventate un po' fuori moda, da quando i filosofi hanno iniziato a criticare il concetto di causa ( da post hoc a propter hoc) e anche in scienza adesso mi sembra che si preferisca il concetto di correlazione ( di solito, quando succede così, avviene anche quest'altro...)

per cui.. ai perchè la scienza non risponde, risponde principalmente ai come: come avviene questo?


postato da: bibliotopa alle ore 09:51 | link | commenti (3)
categorie: logica
domenica, 02 luglio 2006

Letture

Una storia della Cina alquanto pesante (Oscar Mondadori), una bella Storia dei balcani ed il Mulino, alquanto sintetica ma comunque istruttiva ( poco c'era sui vari regni locali introno al Mille fino alla conquista turca, io che cercavo di saperne di più su re Zvonimir).

Un libro Mani ed Adelphi di un inglese che racconta i suoi viaggi nelle regioni impervie del Peloponneso negli anni 50, anche se lui chiama Mani la penisola centrale  mentre Mani ( Maina per i Veneziani) sarebbe quella più occidentale. Scrive molto bene!

Ho inizato la Storia di Ragusa di Giacomo Scotti. Questo è il titolo, e così Scotti la chiama e così si è chiamata per oltre mille anni quella che da meno di un secolo  è nota sulle carte turistiche come Dubrovnik.


postato da: bibliotopa alle ore 18:47 | link | commenti
categorie: libri
di tre quarti. questo è il profilo con la macchia nera Minou aprile 2007